Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri

Leishmaniosi

Leishmaniosi e One Health

La leishmaniosi è una malattia infettiva zoonotica sostenuta da protozoi appartenenti al genere Leishmania (in Italia Leishmania infanutm) e trasmessa dai flebotomi (pappataci).

La malattia colpisce soprattutto il cane (principale serbatoio). L’uomo si può infettare occasionalmente , ma senza trasmissione diretta dal cane all’uomo, poiché il contagio avviene tramite i flebotomi infetti.

Si tratta di una patologia diffusa in molte aree del territorio italiano e rappresenta un importante problema di sanità veterinaria e di sanità pubblica. In un’ottica One Health, la malattia assume particolare importanza poiché coinvolge l’interazione tra animali, ambiente e uomo.

Proteggere il cane significa contribuire a ridurre la circolazione del parassita nell’ambiente.

La prevenzione è quindi una responsabilità condivisa tra:

  • proprietari
  • veterinari
  • servizi sanitari

 

Il parassita e il vettore

Il parassita Leishmania infantum viene trasmesso esclusivamente attraverso la puntura dei flebotomi, insetti di piccole dimensioni (1,5–3,5 mm), attivi maggiormente al crepuscolo e nelle ore notturne.

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Il ciclo di trasmissione

Il ciclo di trasmissione di L. infantum inizia quando il flebotomo punge un cane infetto e, insieme al sangue, ingerisce il parassita. All’interno del flebotomo il parassita si moltiplica e si trasforma nella forma infettante. Con una successiva puntura, il flebotomo può quindi trasmettere l’infezione a un altro cane, all’uomo o ad altre specie sensibili.

Come si manifesta la malattia?

Il periodo di incubazione della malattia varia da qualche mese fino ad alcuni anni, e in questa fase il cane può presentarsi asintomatico o con sintomatologia lieve.

Tra i sintomi più frequenti nel cane si segnalano:

  • perdita di peso
  • diminuzione dell’appetito
  • vomito
  • ingrossamento dei linfonodi
  • debolezza
  • dermatite con desquamazione furfuracea
  • alopecia
  • noduli e ulcere cutanee e anomala crescita delle unghie.
  • zoppie

 

Nell'uomo

IMPORTANTE: l’uomo può infettarsi solo attraverso la puntura del flebotomo. No trasmissione diretta da cane a uomo

Forma cutanea: caratterizzata da lesioni cutanee ulcerative che possono guarire spontaneamente o cronicizzarsi.
Forma viscerale: forma più grave, colpisce organi interni (milza, fegato e midollo osseo). Se non trattata può essere fatale.
Forma muco-cutanea: tipica di alcune aree dell’America Latina, in Italia molto rara e generalmente legata a casi di importazione.

Come si diagnostica la leishmaniosi

Nelle fasi iniziali la leishmaniosi può manifestarsi con sintomi aspecifici e poco evidenti, come stanchezza o perdita di peso. Per questo motivo è importante ricorrere a esami di laboratorio specifici, che permettono di individuare l’infezione anche in presenza di un quadro clinico non caratteristico.

I test disponibili permettono di:

  • individuare direttamente il parassita nell’organismo (diagnosi diretta)
  • rilevare la risposta immunitaria del cane all’infezione (diagnosi indiretta – ricerca degli anticorpi)

 

Diagnosi indiretta (ricerca degli anticorpi)

Si effettua tramite un semplice esame del sangue per verificare la presenza di anticorpi specifici per Leishmania.

Può essere eseguita con:

  • test di immunofluorescenza indiretta (considerato il metodo di riferimento)
  • test ELISA

Questi esami permettono di capire se il cane è venuto in contatto con il parassita.

 

Diagnosi diretta (ricerca del parassita)

In alcuni casi il veterinario può richiedere esami più specifici per individuare direttamente il parassita, tra cui:

  • test biomolecolari (PCR) per rilevare il DNA della Leishmania in campioni biologici
  • esame citologico, che analizza al microscopio campioni prelevati da midollo osseo, linfonodi, lesioni cutanee o liquido articolare

La scelta dell’esame più adatto dipende dal quadro clinico del cane.

 

Terapia

La terapia della leishmaniosi canina si basa su farmaci specifici, ognuno con un diverso meccanismo d’azione.

Poiché la malattia è complessa e può manifestarsi in forme differenti, il veterinario definisce il protocollo terapeutico più adatto a ciascun animale, valutando la sua situazione clinica.

È fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio veterinario e programmare controlli periodici per monitorare l’andamento della malattia.

Prevenzione: la strategia più efficace

La prevenzione è fondamentale e consiste principalmente nel ridurre il rischio di puntura da flebotomi.

Prodotti antiparassitari

Sono disponibili prodotti da applicare sul cane in diverse formulazioni:

  • spot-on
  • collari
  • spray

Il loro meccanismo di azione può essere di diverso tipo, anche combinato:

  • effetto anti-feeding (il flebotomo che si appoggia sul cane vola via prima di pungere)
  • effetto insetticida (il flebotomo che si appoggia sul cane muore entro 24–48 ore)
  • effetto repellente a distanza (il flebotomo non si avvicina al cane)

Alcuni prodotti utilizzati nel cane possono essere tossici per il gatto: attenzione agli animali conviventi.

 

Comportamenti utili

 

  • Far dormire il cane in casa durante la notte
  • Installare zanzariere a maglia fitta (1–2 mm)
  • Limitare passeggiate serali e notturne

 

Presidi immunizzanti

Sono disponibili vaccini che riducono il rischio di sviluppare la malattia clinica in seguito all’infezione da Leishmania.

È importante ricordare che:

  • non impediscono l’infezione
  • devono essere sempre associati ai trattamenti antiparassitari e agli accorgimenti sopra suggeriti.

Consultare il proprio medico veterinario per valutare il protocollo più adatto.

Nessuna misura preventiva, da sola, garantisce protezione totale.

L’adozione combinata di:

  • controlli veterinari periodici con esame sierologico per la ricerca di anticorpi specifici contro la leishmaniosi
  • protezione antiparassitaria
  • comportamenti corretti
  • eventuale immunizzazione

Rappresenta oggi la migliore strategia per proteggere il cane e contribuire alla tutela della salute pubblica.

 

Cosa fa l’IZSLT

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri svolge attività di:

  • diagnostica sierologica con ricerca e titolazione degli anitcorpi IgG specifici anti-Leishmania infantum su siero di sangue mediante metodica di immunofluorescenza indiretta (IFAT)
  • diagnostica diretta con ricerca e quantificazione del DNA di Leishmania infantum mediante metodica biomolecolare PCR Real Time. I campioni biologici da inviare in laboratorio sono: midollo osseo in EDTA, ago aspirato linfonodale, ago aspirato/raschiato/biopsia da lesioni cutanee e tampone congiuntivale.
  • studi sui vettori (flebotomi)
  • sorveglianza epidemiologica
  • supporto tecnico-scientifico alle ASL
  • formazione per veterinari e operatori

L’Istituto contribuisce alla conoscenza della diffusione territoriale della malattia e alla definizione di strategie di controllo in un’ottica integrata.

 

Link utili

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 29 OTTOBRE 2010 N. 473. Approvazione delle procedure sanitarie e misure da adottare nei casi sospetti e/o confermati di Leishmaniosi canina nella Regione Lazio.

Materiali divulgativi leishmaniosi

Centro di Referenza Nazionale per le Leishmaniosi

Contatti

UOC Patologia Animale e Sanità Pubblica
UOS Parassitologia e Sierologia

Referenti

Referenti:

  • Dott. Claudio De Liberato
  • Dott.ssa Manuela Scarpulla
  • Dott.ssa Sara Greco
  • Dott.ssa Giulia Barlozzari