La leishmaniosi è una malattia infettiva zoonotica sostenuta da protozoi appartenenti al genere Leishmania (in Italia Leishmania infanutm) e trasmessa dai flebotomi (pappataci).
La malattia colpisce soprattutto il cane (principale serbatoio). L’uomo si può infettare occasionalmente , ma senza trasmissione diretta dal cane all’uomo, poiché il contagio avviene tramite i flebotomi infetti.
Si tratta di una patologia diffusa in molte aree del territorio italiano e rappresenta un importante problema di sanità veterinaria e di sanità pubblica. In un’ottica One Health, la malattia assume particolare importanza poiché coinvolge l’interazione tra animali, ambiente e uomo.
Proteggere il cane significa contribuire a ridurre la circolazione del parassita nell’ambiente.
La prevenzione è quindi una responsabilità condivisa tra:
Il parassita Leishmania infantum viene trasmesso esclusivamente attraverso la puntura dei flebotomi, insetti di piccole dimensioni (1,5–3,5 mm), attivi maggiormente al crepuscolo e nelle ore notturne.

Il ciclo di trasmissione di L. infantum inizia quando il flebotomo punge un cane infetto e, insieme al sangue, ingerisce il parassita. All’interno del flebotomo il parassita si moltiplica e si trasforma nella forma infettante. Con una successiva puntura, il flebotomo può quindi trasmettere l’infezione a un altro cane, all’uomo o ad altre specie sensibili.
Il periodo di incubazione della malattia varia da qualche mese fino ad alcuni anni, e in questa fase il cane può presentarsi asintomatico o con sintomatologia lieve.
Tra i sintomi più frequenti nel cane si segnalano:
IMPORTANTE: l’uomo può infettarsi solo attraverso la puntura del flebotomo. No trasmissione diretta da cane a uomo
Forma cutanea: caratterizzata da lesioni cutanee ulcerative che possono guarire spontaneamente o cronicizzarsi.
Forma viscerale: forma più grave, colpisce organi interni (milza, fegato e midollo osseo). Se non trattata può essere fatale.
Forma muco-cutanea: tipica di alcune aree dell’America Latina, in Italia molto rara e generalmente legata a casi di importazione.
Nelle fasi iniziali la leishmaniosi può manifestarsi con sintomi aspecifici e poco evidenti, come stanchezza o perdita di peso. Per questo motivo è importante ricorrere a esami di laboratorio specifici, che permettono di individuare l’infezione anche in presenza di un quadro clinico non caratteristico.
I test disponibili permettono di:
Si effettua tramite un semplice esame del sangue per verificare la presenza di anticorpi specifici per Leishmania.
Può essere eseguita con:
Questi esami permettono di capire se il cane è venuto in contatto con il parassita.
In alcuni casi il veterinario può richiedere esami più specifici per individuare direttamente il parassita, tra cui:
La scelta dell’esame più adatto dipende dal quadro clinico del cane.
La terapia della leishmaniosi canina si basa su farmaci specifici, ognuno con un diverso meccanismo d’azione.
Poiché la malattia è complessa e può manifestarsi in forme differenti, il veterinario definisce il protocollo terapeutico più adatto a ciascun animale, valutando la sua situazione clinica.
È fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio veterinario e programmare controlli periodici per monitorare l’andamento della malattia.
La prevenzione è fondamentale e consiste principalmente nel ridurre il rischio di puntura da flebotomi.
Sono disponibili prodotti da applicare sul cane in diverse formulazioni:
Il loro meccanismo di azione può essere di diverso tipo, anche combinato:
Alcuni prodotti utilizzati nel cane possono essere tossici per il gatto: attenzione agli animali conviventi.
Sono disponibili vaccini che riducono il rischio di sviluppare la malattia clinica in seguito all’infezione da Leishmania.
È importante ricordare che:
Consultare il proprio medico veterinario per valutare il protocollo più adatto.
Nessuna misura preventiva, da sola, garantisce protezione totale.
L’adozione combinata di:
Rappresenta oggi la migliore strategia per proteggere il cane e contribuire alla tutela della salute pubblica.
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri svolge attività di:
L’Istituto contribuisce alla conoscenza della diffusione territoriale della malattia e alla definizione di strategie di controllo in un’ottica integrata.
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 29 OTTOBRE 2010 N. 473. Approvazione delle procedure sanitarie e misure da adottare nei casi sospetti e/o confermati di Leishmaniosi canina nella Regione Lazio.
Materiali divulgativi leishmaniosi
Centro di Referenza Nazionale per le Leishmaniosi
UOC Patologia Animale e Sanità Pubblica
UOS Parassitologia e Sierologia
Referenti: