Conoscere il rischio per prevenire le infezioni
Le malattie trasmesse da zecche (Tick-Borne Diseases – TBDs) sono in aumento in molte aree del mondo, Italia compresa, e rappresentano un tema sempre più rilevante per la salute pubblica. Questo fenomeno è associato ai cambiamenti climatici e ambientali, alle trasformazioni nell’uso del territorio, ma anche alle modifiche delle abitudini di vita, che portano persone e animali a frequentare più spesso boschi, parchi e aree verdi.
Questi fattori favoriscono la diffusione delle zecche, dei patogeni da esse trasmessi e delle infezioni correlate.
Negli ultimi anni, l’aumento delle patologie a trasmissione vettoriale ha suscitato una crescente attenzione da parte della comunità scientifica internazionale, in particolare per il loro impatto sulla salute dell’uomo e degli animali.
Le zecche: cosa sono e dove si trovano
Le zecche sono acari ematofagi obbligati, diffusi in tutto il mondo, che si nutrono di sangue e parassitano animali domestici, fauna selvatica e, occasionalmente, uomo.
In Italia sono presenti diverse specie appartenenti alle famiglie Ixodidae (zecche dure) e Argasidae (zecche molli), adattate a differenti habitat.
Aspetti epidemiologici
In Italia sono presenti diverse specie di zecche in grado di trasmettere agenti infettivi all’uomo. Tra le più diffuse e rilevanti dal punto di vista sanitario si segnalano soprattutto Ixodes ricinus, comunemente nota come zecca dei boschi, e Rhipicephalus sanguineus, conosciuta come zecca del cane. Queste specie sono coinvolte nella trasmissione di numerose malattie trasmesse da zecche. Con una frequenza minore, ma comunque significativa, sono presenti anche Dermacentor marginatus e Hyalomma marginatum.
L’attività stagionale delle zecche varia in base alla specie e alle condizioni ambientali e climatiche. Nelle nostre zone il rischio è maggiore soprattutto in primavera e in autunno, in particolare fra maggio e ottobre, quando le zecche sono più attive.
Le aree in cui è più facile incontrarle sono:
L’abbandono delle campagne, il rimboschimento naturale, l’aumento della fauna selvatica e la crescente frequentazione di boschi e aree verdi per attività all’aperto hanno moltiplicato le occasioni di esposizione in ambienti silvestri potenzialmente infestati.
Conoscere gli ambienti a rischio e adottare comportamenti corretti è fondamentale per ridurre la possibilità di esposizione.
Le principali malattie trasmesse da zecche in Italia
Le informazioni disponibili sulla diffusione in Italia delle TBDs nell’uomo e negli animali sono ancora parziali, rendendo complessa la definizione di un quadro epidemiologico completo. Molte infezioni non vengono riconosciute subito o possono essere confuse con altre malattie.
Le principali zoonosi trasmesse da zecche presenti sul territorio italiano sono:
Ad eccezione della TBE, attualmente sottoposta a un piano nazionale di sorveglianza, molte di queste patologie sono considerate ancora sotto-diagnosticate, anche a causa dell’assenza di sintomi specifici o perché mancano informazioni complete sulla loro diffusione geografica. Per questo motivo, la sorveglianza e la diagnosi precoce sono fondamentali per migliorare la prevenzione e la tutela della salute pubblica.
Puntura di zecca: cosa fare e come prevenirla
La puntura di zecca è generalmente indolore e priva di prurito, per questo spesso passa inosservata.
Prevenzione
In caso di puntura È fondamentale rimuovere la zecca entro 24–36 ore, per ridurre il rischio di trasmissione di patogeni.
Come rimuovere correttamente la zecca:
In presenza di arrossamenti che si allargano (eritema migrante), febbre o malessere consultare il medico.
Cosa NON FARE
Cosa fa l’Istituto L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri svolge attività di:
Per far esaminare una zecca:
Materiale divulgativo
- Modulo accettazione zecche
- Opuscolo Tick Out
Contatti
UOC Patologia Animale e Sanità Pubblica
UOS Parassitologia e Sierologia
Referenti:
| Scarica il modulo per Accettazione Zecche |






